Adeguamento di Palazzo Graziani per la Sede istituzionale della Fondazione Cassa
di Risparmio di Perugia
1. Presentazione del progetto
Il progetto nasce dalla necessità della Fondazione Cassa Risparmio di Perugia di
adeguare gli spazi acquisiti per lo svolgimento della propria attività.
Fin dalla prima analisi dei luoghi e la stesura delle prime idee sulla soluzione
progettuale è emerso come fosse necessaria la massima integrazione tra il progetto
architettonico ed il progetto dell’impianto di climatizzazione.
Infatti pur risultando elevata la differenza del livello architettonico delle due
porzioni di cui si compone l’intero piano, la grande sensibilità dei progettisti
ha permesso di realizzare un sistema che, da una parte, non profanasse gli elementi
storicizzati della porzione architettonicamente più pregevole e, dall’altra, sfruttasse
la tecnologia del controsoffitto del salone per garantire la migliore distribuzione
dell’aria.
Con lo scopo di dotarsi di una adeguata sede istituzionale la Fondazione Cassa Risparmio
di Perugia ha provveduto ad acquisire una porzione immobiliare di Palazzo Graziani
corrispondente al primo piano dello stabile, per una superficie complessiva di circa
mille mq.
Prima degli interventi di restauro, di ripristino e di ristrutturazione l’immobile,
rimasto inutilizzato per alcuni anni, non presentava segni di dissesto e di degrado
tali da rendere necessari significativi interventi strutturali e di consolidamento.
Gli interventi realizzati hanno riguardato piuttosto, oltre che il ripristino di
alcuni elementi architettonici mal conservati o impropriamente modificati, l’adeguamento
degli spazi esistenti alle necessità operative e funzionali della Fondazione e la
restituzione alla vista della sala ove era stato costruito il caveau della Banca
Commerciale italiana, il quale impediva la visione della bellissima volta decorata.
Il caveau era stato realizzato “incastrando” le pareti blindate in calcestruzzo
sulle pareti esistenti per scaricare questo ulteriore peso sulle fondazioni del
Palazzo. Ciò poiché non era possibile appoggiarle sul solaio per mancanza, ovviamente,
della necessaria portata.
Questa tecnica aveva però causato alcuni danni agli apparati decorativi presenti,
che erano stati coinvolti in questa operazione certamente molto invasiva.
Danni che è stato possibile eliminare con un sapiente intervento di restauro.
È da rilevare che questa sala diventerà poi uno spazio di “cerniera” dell’intero
piano, per cui è facile intuire come il suo recupero sia stato fondamentale.
Nessun intervento è stato invece necessario riguardo gli elementi esterni e la facciata.
Per quel che concerne gli interni, partendo dall’ingresso al piano terra, dove è
ubicato lo scalone di accesso al piano superiore, si è provveduto alla rimozione
dei rivestimenti in marmo dei gradini e della zoccolatura della parete, sostituiti
rispettivamente da un nuovo rivestimento in “silipol” e da un trattamento ad intonaco
tradizionale a calce.
1.1 Il piano superiore
Anche al piano superiore si è provveduto, nei diversi locali destinati ad ospitare
la Segreteria generale, la Vice Presidenza e la Segreteria della Fondazione, alla
sostituzione dei preesistenti pavimenti in cotto ed alla messa in opera di pavimenti
in legno su magattelli.
Sono stati inoltre eliminati rivestimenti in plastica alle pareti, a loro volta
trattate con un intonaco a base di calce colorato in pasta a tinte tenui.
Nella sala destinata alla Vice Presidenza si sono inoltre resi necessari, prima
del restauro pittorico, alcuni interventi di consolidamento sulla volta di copertura
in quanto la stessa aveva subito una inversione di curvatura che faceva temere il
distacco di alcuni brani di supporto decorato.
1.2 Centrale termo-frigorifera
La centrale termo-frigorifera che alimenta il complesso immobiliare della Fondazione,
è ubicata al piano sottotetto, non visibile dall’esterno, in modo tale da garantire
il rispetto ambientale che, nel centro storico di Perugia, è particolarmente connotato.
Più precisamente la centrale termica è collocata in apposito locale con accesso
da spazio a cielo libero e presenta caratteristiche conformi alle normative vigenti
in materia di impianti alimentati a gas metano. La produzione di acqua refrigerata,
i trattamenti dell’aria ed i pompaggi si trovano in altro locale, sempre sottotetto,
adiacente la centrale termica.
Per la produzione del fluido vettore termico è stato utilizzato un generatore a
condensazione ad alto rendimento con bruciatore atmosferico caratterizzato da ridotto
peso, da basso livello sonoro e da totale assenza di vibrazioni. Per la produzione
del fluido vettore estivo, in linea con la volontà di mantenere il massimo rispetto
ambientale visivo ed acustico, si è utilizzata la soluzione splittata con evaporatori
interni e condensatori all’esterno in zona defilata e non visibile dall’intorno
edificato.
1.3 Impianti interni
In considerazione delle diverse caratteristiche architettoniche dei locali interessati
dalla realizzazione e dalla destinazione degli stessi, si sono individuate tipologie
impiantistiche differenziate per le varie zone. Per gli uffici operativi, ingresso,
lobby e collegamenti orizzontali è stato realizzato un impianto a fan coils con
apporto di aria esterna di rinnovo. Per quanto concerne la sala convegni di nuova
realizzazione, l’impianto di climatizzazione del tipo a tutt’ aria doveva integrare
i terminali aeraulici con la soffittatura ad andamento curvilineo di forte connotazione
formale. La soluzione adottata è consistita nella utilizzazione di diffusori lineari
ad una feritoia inseriti nel giunto di connessione dei moduli che costituiscono
il controsoffitto. Il sistema è caratterizzato da bassissima velocità dell’aria
in ambiente e da lancio in zone non occupate dal pubblico.
L’impianto di climatizzazione ha impiegato apparecchiature con basso livello sonoro
ed il sistema aeraulico risulta fortemente connotato per garantire all’interno dello
spazio una assoluta assenza di rumorosità.
1.4 La sala del Brugnoli
Una citazione particolare merita la “Sala del Brugnoli” che perla sua particolare
architettura ha condizionato necessariamente gli interventi al suo interno.
Oltre ad un sapiente lavoro di restauro agli apparati decorativi lignei, murali
e su tela ivi presenti, un intervento che ha richiesto particolare cura e attenzione
è stato l’inserimento dell’impianto di climatizzazione.
La composizione delle pareti era tale che non si poteva assolutamente accettare
l’idea di vedere terminali esterni che ne avrebbero modificato sostanzialmente l’immagine
e la percezione complessiva.
La scelta di un impianto di climatizzazione per la sala, caratterizzata da un impatto
storico-artistico, doveva prima di tutto non “modificare” lo stato storicizzato
del luogo. Pertanto gli impianti potevano essere realizzati esclusivamente nelle
parti non murarie dove era possibile rimuovere e ricollocare, tal quali, manufatti
e materiali. Dopo un attento studio con il pregettista dell’impianto, si è individuata
una soluzione che ha consentito l’installazione di ventilconvettori in modo invisibile.
In pratica si è sfruttato lo spazio a disposizione sotto i tre gradini esistenti
nei finestroni di accesso al balcone su Corso Vannucci. Rimuovendo la parte perimetrale
del pavimento in legno, sono stati collocati i circuiti idraulici caldo/freddo per
l’alimentazione di ventilconvettori orizzontali da incasso posizionati sotto le
pedate antistanti le porte-finestre. L’immissione e la ripresa dell’aria da ogni
ventilconvettore è stata realizzata con griglie in ottone eseguite artigianalmente,
dotate di alette orientabili, e filtro. Attraverso la griglia, posta nell’alzata
dei gradini, si provvede al lancio dell’aria climatizzata all’interno del locale.
1.5 La sala dei convegni
Interventi importanti sono stati operati nella zona dell’immobile destinata alle
attività della Fondazione ed alla creazione, quindi di spazi per convegni, mostre
e seminari.
In questa zona, senza elementi storici di pregio e senza elementi storicizzati,
l’intervento più significativo è stato quello realizzato nella sala convegni dove
si è proceduto alla eliminazione di alcuni pilastri e si è realizzato un controsoffitto
ad andamento curvilineo dove l’impianto di climatizzazione vi è stato completamente
integrato.
Si è infatti sfruttato il giunto lineare dei vari pannelli di acciaio per potervi
installare le bocchette di mandata.
Ciò ha consentito di lasciare libero il controsoffitto da anemostati o qualsiasi
altro oggetto che avrebbe disturbato il ritmo scandito dal sistema di illuminazione
anch’esso integrato con il sistema modulare del controsoffitto.
1.6 Conclusioni
Nel complesso gli interventi operati seppur orientati al razionale e funzionale
utilizzo degli spazi a disposizione, hanno teso altresì al recupero ed al ripristino
degli elementi che nel corso del tempo hanno subito per scarsa attenzione e per
mancanza di sensibilità, manomissioni tali da rischiare lo snaturamento o il deturpamento
dell’essenza e dell’aspetto originari di Palazzo Graziani.
Ciò si è reso possibile anche grazie alla stretta collaborazione con i progettisti
degli impianti per individuare soluzioni tecniche che in alcuni casi non deturpassero
l’aspetto originario dell’architettura ed in altri non intervenissero con una presenza
“ingombrante” anche in soluzioni moderne.
2. Storia del palazzo
2.1 Il Rinascimento
Grazie alla storiografia locale ed alle cronache cittadine è possibile ricostruire
con una certa esattezza la storia di Palazzo Graziani soprattutto a partire dal
XVI secolo, quando la nobile famiglia perugina dei Graziani decise di ampliare e
trasformare l’originaria struttura medioevale della costruzione.
Non è certo, dal punto di vista storico, l’intervento di questi lavori del grande
architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola (1507-1573), del quale è comunque accertato
che tra il 1554 ed il 1569 operò in Umbria per la realizzazione di alcuni grandi
progetti.
2.2 XVIII e XIX secolo
Nuovi interventi sul Palazzo, dopo l’articolazione rinascimentale della quale tracce
evidenti sono rimaste ancora oggi sulla facciata, sono stati operati nella seconda
metà del XVIII secolo dal Conte Francesco Graziani e intorno al 1820 dall’ultima
discendente della famiglia, la contessa Anna Graziani Baglioni.
Quest’ultima – come racconta tra gli altri il Bonazzi nella sua storia di Perugia
– nel 1818 ospitò nel suo appartamento il granduca Michele, fratello dello zar di
Russia Alessandro. In questa occasione, l’imperizia del granduca fu all’origine
di un incendio che distrusse, tra l’altro, un quadro del Perugino ed una tela del
Barocci.
Oltre che residenza abituale della nobile famiglia, Palazzo Graziani è stato anche
sede, tra il settecento e l’ottocento, di una preziosa collezione di opere d’arte,
raccolte in particolare da Ettore Graziani. Tra gli altri pezzi, soprattutto archeologici,
uno dei più preziosi in esso custoditi era una scultura bronzea etrusca raffigurante
un fanciullo ridente attualmente ai Musei Vaticani.
Nel 1824 il Palazzo fu acquistato da Vincenzo Sereni. L’omonimo nipote di quest’ultimo
lo rivendette nella seconda metà del secolo alla neonata Banca di Perugia, sorta
sulle ceneri dell’antica Cassa di Risparmio di Perugia.
Proprio su commissione della Banca di Perugia l’ingegnere Pompeo Bellini operò un’ulteriore
trasformazione. Gli interni del Palazzo furono divisi in tre zone: quella pubblica
di rappresentanza della Banca al primo piano, con il salone per la clientela e gli
sportelli; quella civile, al secondo piano, con le abitazioni del direttore; e quella
ancora pubblica al piano terra con le stanze che ospitavano la Società delle Cartiere
Centrali e la Società per l’esercizio dell’Industria Agricola.
Fu sempre la Banca di Perugia a commissionare ad Annibale Brugnoli, nel 1892, la
celebrazione degli avvenimenti risorgimentali e delle fasi salienti della storia
perugina.
Il progetto del Brugnoli si concretizzò nel 1895 nella realizzazione di quattro
grandi quadri ad olio sulle pareti e di quattro grandi dipinti sulla volta di copertura.
2.3 La storia recente
La sala affrescata, denominata successivamente “Sala del Brugnoli” rappresenta ancora
oggi la sala di maggior pregio dell’intero complesso.
Tra il 1905 ed il 1906 la Banca Commerciale Italiana divenne, dopo l’acquisizione
della Banca di Perugia, proprietaria dell’intero Palazzo. Nuove modifiche alla struttura
ed agli arredi furono apportati, per ragioni funzionali, dopo la seconda guerra
mondiale. Per fortuna si è trattato però di interventi che non hanno alterato l’impianto
sette-ottocentesco che rende Palazzo Graziani una delle testimonianze architettoniche
di maggior pregio della città di Perugia.
Una particolare menzione merita l’intervento strutturale progettato dall’Ing. Danilo
Lucarelli soprattutto per la eliminazione di alcune strutture verticali puntiformi
presenti all’interno dello spazio ove è stata ricavata la sala convegni.
Analogamente una qualificata prestazione è stata fornita dall’Ing. Gianni Drisaldi
per la progettazione degli impianti elettrici ed affini in considerazione delle
difficoltà derivanti dalle caratteristiche architettoniche dei luoghi.