Biblioteca Nazionale di Genova
1. Presentazione del progetto
Il progetto prevede la trasformazione del più lussuoso e prestigioso grand hotel
a cinque stelle della Genova degli anni Venti del secolo scorso nella più importante
biblioteca della regione, futura sede della Biblioteca Nazionale, che conterrà 950.000
volumi. L’intervento è proceduto nel rispetto del codice genetico dell’edificio
perseguendo l’obbiettivo della messa a norma della struttura attraverso una “trasformazione
nella conservazione”. La nuova destinazione d’uso è stata infatti ottenuta prevedendo
la conservazione del sistema resistente (l’adeguamento dell’edificio alle nuove
destinazioni d’uso ha comportato solo limitate e puntuali variazioni nelle strutture
verticali e orizzontali, rimanendo invariata l’ossatura portante), del sistema costruttivo
morfologico (l’involucro esterno, il ricco apparato decorativo, i solai sono rimasti
invariati senza che alcuna bucatura sia stata modificata), del sistema distributivo
verticale (le scale sono state tutte mantenute, ove necessario semplicemente protette
o rese a prova di fumo; alcune scale sono state aggiunte per soddisfare le condizioni
imposte dalla normativa dei VV.F. L’ubicazione ed i vani corsa degli ascensori sono
stati mantenuti, con la sostituzione delle sole cabine e dei relativi impianti di
funzionamento) e dell’apparato decorativo di tutti i locali monumentali.
1.1 Aspetti progettuali generali
Il progetto architettonico è stato supportato da un percorso conoscitivo preliminare,
articolato in una serie di indagini approfondite sull’organismo esistente. Esse
possono essere così elencate:
- ricerca storica sulle fasi costruttive dell’edificio e del suo sistema resistente;
- rilievi geometrici e fotografici generali e di dettaglio;
- analisi, rilievo dei materiali e mappatura del degrado;
- accertamenti ed indagini statici;
- analisi chimiche dei materiali.
Collocare la Nuova Sede della Biblioteca Universitaria all’interno dell’ex Hotel
Colombia ha comportato a livello progettuale una serie di problematiche che di seguito
sinteticamente vengono elencate:
- la destinazione d’uso preesistente aveva caratteristiche particolari differenti
dalla nuova, anch’esse con connotati fortemente specialistici;
- l’edificio è soggetto a vincolo monumentale per cui deve essere conservato
nelle sue concezioni strutturali e nel suo apparato decorativo monumentale sia esterno
che interno;
- il precedente frazionamento dell’immobile, avvenuto negli anni ottanta del secolo
scorso, ha comportato un assetto proprietario poco funzionale e la mancanza di porzioni
di proprietà da cielo a terra ha creato forti condizionamenti alle scelte progettuali,
in particolare di natura statica e impiantistica;
- la Committenza ha l’esigenza imprescindibile di collocare all’interno un grande
numero di volumi anche relativi alle acquisizioni future;
- la Biblioteca deve avere una connotazione di alta tecnologia impiantistica mirata
in particolare al rispetto della normativa specialistica e ad un elevato livello
di funzionalità degli spazi;
- la Biblioteca deve offrire un grande numero di posti per utenti, essere dotata inoltre
di una mediateca, una sala polivalente per convegni ed esposizioni, sale didattiche,
sale di restauro;
- la struttura infine vuole essere aperta alla città offrendo spazi e servizi aggiuntivi
per integrarsi armonicamente nel contesto urbano e divenire polo di interscambio
culturale.
Preso atto della natura e delle problematiche di trasformazione dell’edificio il
progetto architettonico prevede la dislocazione delle seguenti funzioni ai vari
piani:
- depositi ai piani fondi (2) e sotterraneo (1);
- atrio accoglienza, sale di lettura e servizi speciali al piano terra;
- sale lettura ai piani correnti, ammezzato, primo, secondo;
- sale manoscritti e rari al piano terzo (comprensivo del deposito libri di pertinenza);
- uffici di direzione della Biblioteca al piano quarto;
- ristoro al piano quinto.
1.2 Descrizione dell'impianto di climatizzazione HVAC
L’impianto individuato è stato sviluppato seguendo i criteri normativi principali
per attività di biblioteca aperta al pubblico, con particolare riguardo all’affollamento
di persone e ai requisiti climatici per la conservazione di libri. La climatizzazione
avverrà mediante sistemi ad aria/ aria primaria con canalizzazioni facenti capo
ad unità di trattamento aria asservite a singole zone omogenee, posizionate in appositi
locali o spazi ricavati piano per piano. Al fine di ridurre le canalizzazioni verrà
realizzata l’immissione aria in tutti i locali climatizzati mediante idonee canalizzazioni,
mentre la ripresa avverrà nella prevalenza dei casi mediante griglie attestate direttamente
sui locali tecnici dove verranno installate le u.t.a..
Ogni singola unità di trattamento aria (u.t.a.) prenderà aria dall’esterno, la miscelerà
con una quota di aria prelevata dall’ambiente al quale sarà asservita, e la reimmetterà
opportunamente filtrata e trattata termoigrometricamente. In alcuni casi è prevista
l’immissione di aria totalmente di rinnovo (sala convegni e salone ingresso), al
fine di favorire la sovrapressione dell’ambiente e la fuoriuscita dell’aria per
via naturale dai serramenti.
L’espulsione dell’aria dagli ambienti, oltre che per via naturale, avverrà mediante
una serie di torrini di estrazione collocati all’interno del cavedio o sulla copertura,
connessi a griglie e anemostati opportunamente posizionati negli ambienti e nei
servizi igienici.
Inoltre al fine di minimizzare l’impiego dei canali, il rinnovo aria di tutti i
servizi igienici è stato sovradimensionato al massimo consentito, in modo da aspirare
in gran quantità aria dagli ambienti limitrofi e partecipare al rinnovo fissato
in 1-2 volumi/ora.
Per fare sì che il sistema di climatizzazione funzioni in modo regolare, occorre
quindi che tutte le porte di comunicazione tra ambienti, corridoi, uffici e locali
tecnici siano dotate di griglia di transito dell’aria, o rialzate da terra di almeno
3 cm; anche l’ampio serramento di ingresso al piano terra deve essere rialzato di
almeno 3 cm. La posa di griglie di transito, nelle dimensioni indicate negli elaborati
grafici, è invece obbligatoria per le porte dei servizi igienici, in quanto il semplice
sollevamento da terra di 3 cm non è sufficiente per garantire il passaggio della
quantità d’aria aspirata dai rispettivi torrini di estrazione. La generazione dell’acqua
calda/ fredda è affidata a n°3 gruppi termo-frigo posizionati sulla copertura al
5° piano, ciascuno dei quali insiste mediante circolatori gemellari su un collettore
principale di mandata e ritorno rispettivamente per la linea calda e fredda. Ogni
u.t.a. sarà altresì dotata di apposito umidificatore a vapore per il perfetto controllo
igrometrico.
Inoltre la presenza contemporanea di fluido caldo e freddo (impianto a quattro tubi)
consentirà nelle zone con terminali ambiente di decidere la modalità di funzionamento
(caldo/freddo), in funzione delle esigenze degli utenti. I circolatori di spillamento
provvederanno a garantire la circolazione del fluido caldo/freddo lungo le dorsali
discendenti installate all’interno del cavedio C1 e C2, dalle stesse dorsali si
avranno gli stacchi atti ad alimentare le u.t.a ed i terminali ambiente installati
in ogni piano asservito. Su ogni stacco, al fine di semplificare la taratura dell’impianto
in fase di start-up, verranno installati dei regolatori di portata con taratura
a molla. Il sistema di circolazione a portata variabile sarà in grado di parzializzare
in funzione dei carichi termici richiesti realmente. Inoltre dal sistema di climatizzazione
sopra descritto verrà derivata anche la linea del fluido termovettore freddo/caldo
atta a climatizzare il roof garden che verrà realizzato sulla copertura dell’edificio.
Il nuovo volume denominato “Roof Garden” sarà costituito da una struttura
metallica interna costituente la parte di collegamento delle strutture trasparenti
(vetrate).
L’impianto identificato sarà del tipo ad aria primaria al fine di ridurre gli spazi
tecnici destinati all’impianto di climatizzazione conservando l’aspetto estetico
e l’architettura dell’ambiente evitando l’introduzione di apparati a vista all’interno
del locale. Un’unità di trattamento d’aria installata all’interno del controsoffitto
del piano inferiore (piano quinto) nella zona antibagno attestante sul vano corsa
ascensore, provvederà ad assicurare i ricambi orari previsti in funzione dell’affollamento
della sala riducendo conseguentemente il carico sensibile.
Una serie di termoventilanti a completo ricircolo verranno installate al fine di
neutralizzare il carico sensibile e fornire l’apporto necessario in funzione del
regime di funzionamento stagionale. Tali ventilanti verranno installate inferiormente
al calpestio del Roof Garden e mediante canalizzazioni provvederanno ad immettere
aria all’interno del locale stesso con griglie pedonabili. Tali griglie saranno
dotate di cestello raccogli polvere e serranda di taratura a contrasto al fine di
garantire il corretto bilanciamento della rete.
La ripresa dell’aria avverrà mediante il plenum di ripresa che verrà creato nell’intercapedine
orizzontale delimitata tra il nuovo pavimento del Roof Garden e l’estradosso del
terrazzo di copertura originale. Tale plenum risulterà comunicante con il locale
climatizzato mediante griglie a pavimento disposte sia sul perimetro del locale
che nella parte centrale in attinenza ai volumi in elevazione dell’ascensore e del
montavivande. Per quanto riguarda le griglie di ripresa posizionate nella parte
centrale della sala e le loro caratteristiche si dovrà fare riferimento al progetto
architettonico.
L’espulsione dell’aria dal locale, oltre che per via naturale, avverrà mediante
un torrino di estrazione, di tipo intubato, collocato sulla parte superiore della
bolla.
Ogni u.t.a. sarà collegata ad un suo sensore di controllo termo-igrometrico d’ambiente,
che regolerà le caratteristiche dell’aria mediante azione sulle valvole a due vie
del liquido termovettore di alimentazione delle batterie calda e fredda dell’u.t.a.,
nonchè sul sistema di umidificazione; una connessione al gruppo termo frigo garantirà
il corretto adattamento dello stesso alle esigenze della o delle u.t.a. servite.
In funzione della suddivisione dell’edificio e delle diverse gestioni presenti verranno
contabilizzati i consumi mediante un sistema con sonde a sommersione sulle tubazioni
di mandata e ritorno, misuratore di portata e integratore. In questo modo sarà possibile
monitorare e ripartire i reali consumi conseguenti all’utilizzo dell’impianto di
climatizzazione sopra descritto.
2. Problematiche architettoniche e impiantistiche risolte tramite progettazione
integrata
Nella riconversione dell’edificio, per la complessità degli interventi previsti,
è sembrato opportuno attuare, fin dalla fase preliminare, una progettazione di tipo
integrato. Ciò ha richiesto una stretta collaborazione dei professionisti coinvolti,
aventi formazione e competenze diverse: i responsabili della progettazione ai livelli
architettonico, impiantistico e strutturale.
Dapprima sono state condotte numerose indagini tese a una conoscenza approfondita
del manufatto, nella sua realtà tridimensionale. La campagna di rilievo, grazie
alle applicazioni fotogrammetriche e alle elaborazioni digitali, ha consentito di
mettere a disposizione dello staff di progettisti i fotopiani digitali raddrizzati
delle pareti, dei soffitti e dei pavimenti dei locali più rappresentativi, in scala
1:20 e di scansioni laser tridimensionali.
Questo tipo multidisciplinare e coordinato di approccio al progetto ha reso possibile
l’individuazione di alcune soluzioni progettuali fra le più significative dell’intero
intervento di restauro. Ad esempio, i serramenti lignei originali hanno tutti valore
monumentale e, pertanto, dovevano essere mantenuti in opera. Per la loro vetustà,
tuttavia, questi infissi presentavano scarsa tenuta all’aria e, conseguentemente,
altrettanto basse prestazioni acustiche. La nuova destinazione dell’edificio richiedeva,
soprattutto nelle sale di lettura, un buon grado di insonorizzazione dall’esterno
e, per motivi igienici, un adeguato ricambio dell’aria.
Per rispondere con efficacia a queste istanze, si è deciso di generare una leggera
sovrapressione degli ambienti interni verso l’esterno, attraverso i giunti degli
infissi. In questo modo viene anche impedita la propagazione nell’edificio di onde
sonore provenienti dalla città, raggiungendo il desiderato grado di comfort acustico.
Allo stesso tempo, si controlla la qualità dell’aria, con l’espulsione di quella
esausta e l’immissione di quella primaria. Un espediente simile è stato messo in
atto regolando gli scambi d’aria tra le sale di lettura, gli antibagni e i bagni.
Attraverso dei condotti appositi, l’aria passa dalle sale in sovrapressione agli
antibagni. Da qui l’aria, transitando al di sotto delle porte e attraverso le loro
griglie, viene aspirata nei bagni per effetto degli estrattori posti negli stessi
e, infine, espulsa dall’edificio. Altro esempio è costituito dal nuovo sistema di
climatizzazione delle sale più sontuose dell’ex Hotel Colombia. Queste presentano
un ricco apparato decorativo che era necessario conservare nella sua interezza.
Nell’atrio, le terminazioni del nuovo impianto di climatizzazione sono ricollocate
agli angoli dei lucernai, che nell’assetto originario dell’edificio ospitavano degli
anemostati.
Analogamente, sui soffitti dell’ex salone delle feste, l’originale impianto di illuminazione
a 125 volt è stato rinnovato e portato a 220 volt, con l’inserimento dei corpi illuminanti
nella stessa sede in cui alloggiavano negli anni Venti, ovvero al centro dei rosoni
decorativi in fibra di legno e gesso.
Nel progetto della nuova sala da pranzo panoramica che sarà collocata sul terrazzo
del sesto piano tramite la realizzazione di una struttura leggera, l’opportunità
di ricorrere alla progettazione integrata è stata avvertita con forza ancora maggiore.
Essendo la sala coperta con una cupola in vetro e acciaio inossidabile, si rendeva
indispensabile un potente impianto di climatizzazione, le cui macchine e canalizzazioni
avrebbero con certezza influenzato sensibilmente la configurazione del locale. Non
si poteva, pertanto, prescindere da un perfetto coordinamento tra il progetto delle
strutture (in particolare, delle travature metalliche a sostegno della cupola),
il posizionamento delle termoventilanti sotto il pavimento e la conformazione globale
della sala da pranzo, nei suoi aspetti di distribuzione, fruibilità e gradevolezza
estetica.