Residenza Sanitaria Assistenziale San Camillo - Genova
1. Presentazione del progetto
Il Centro di soggiorno e assistenza per anziani Residenza San Camillo di Genova
sorge sulla collina del Righi subito sopra il centro urbano in una magnifica posizione
dominante sull’intera città, il suo porto e il mare. La vista godibile dai terrazzi
di copertura è quasi a 360 gradi dalla riviera di Ponente alla Val Bisogno, a Levante
fino a Portofino e nelle terse giornate invernali è facile scorgere all’orizzonte
la Corsica.
Sui resti dell’antica Villa Bruzzo, bombardata durante la seconda guerra mondiale,
viene edificato questo centro di cura per anziani con alle sue spalle l’antico parco
di lecci secolari Il complesso è composto da tre corpi di fabbrica, denominati A,
B e C articolati attorno ad un corpo centrale e orientati secondo direzioni differenti.
Il Corpo A risulta con il fronte principale disposto a Sud-Ovest, il Corpo B a Ovest
e il Corpo C a Sud. La struttura è realizzata su diversi livelli disposti a gradoni
sul pendio e sfalsati tra loro. Questa scelta progettuale consente da un lato un
inserimento armonico nel paesaggio con un volume frammentato di minore impatto e
dall’altro la possibilità di avere a tutti i piani uscite all’esterno allo stesso
livello.
Al suo interno al piano seminterrato trovano posto la cappella, la sala polivalente,
la camera mortuaria, l’autorimessa e i magazzini. Al piano terra vi sono la hall,
gli uffici amministrativi, la sala di terapia occupazionale e le cucine. Ai piani
superiori sono collocate le degenze, articolate in diversi nuclei di Residenza Protetta
(R.P.) e di Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.). Infine nelle porzioni addossate
sui retri dei singoli corpi di fabbrica sono ubicate le lavanderie, gli spogliatoi,
i servizi di nucleo e quelli generali di struttura.
Vista aerea dei tre corpi di fabbrica uniti al centro dall’elemento distributivo.
In alto a sinistra con la copertura grigia si vede il corpo oggetto di soprelevazione
ante lavori.
1.1 Aspetti progettuali generali
L'ultima fase progettuale prevede l'ampliamento e sopraelevazione di due
piani del Corpo B, la realizzazione di un nuovo corpo a un solo piano realizzato
in aderenza al Corpo B contenente la palestra e la vasca per idroterapia, la realizzazione
di tre solarium per elioterapia. L’intervento prevede inoltre la climatizzazione
dell’intera struttura in un articolato sistema integrato che utilizza anche risorse
inesauribili.
Queste ulteriori realizzazioni completano l’offerta assistenziale del complesso
collocandolo quale caso pilota dell’intero territorio regionale.
L’ampliamento del Corpo B è destinato alla realizzazione di nuove camere,
per l’adeguamento del complesso ad una sempre crescente richiesta di posti letto
e all’incremento delle funzioni a servizio dell’intera struttura.
Il progetto nel dettaglio consiste in:
- Realizzazione di 9 nuove camere per un totale di 17 posti letto al piano 4°.
- Realizzazione di 9 nuove camere per un totale di 17 posti letto al piano 5°.
- Realizzazione di servizi comuni per il piano e per l’intera struttura quali soggiorni
di piano, sale mediche e infermieri, cucinini, depositi sporchi e bagni clinici.
- Prolungamento del vano scala a prova di fumo e creazione di una nuova scala a prova
di fumo in modo da assicurare vie di fuga contrapposte per entrambi i nuovi piani
di realizzazione.
- Prolungamento di due vani montalettighe di cui uno antincendio.
L’impatto ambientale del complesso risulta ampiamente compatibile col contesto paesaggistico
della zona dal momento che il Corpo B viene schermato dagli altri due e inoltre
il naturale andamento del versante agevola la dissimulazione della soprelevazione.
Il progetto, vista la peculiarità del complesso architettonico, ha richiesto l’apporto
di competenze multidisciplinari per una corretta integrazione architettura-struttura-impianti.
Particolarmente importante è stata la collaborazione con i progettisti impiantistici
con i quali si è studiata una soluzione che consenta la climatizzazione dell’intero
edificio (pur conservando l’impianto esistente radiatori) e dei corpi di nuova realizzazione,
con dettagliate soluzioni per quanto riguarda la Sala Polivalente e la palestra
riabilitativa con piscina per idroterapia.
1.2 Descrizione dell’impianto di climatizzazione
L’impianto di climatizzazione sarà di tipo idronico, vale a dire con fluido termo
vettore acqua. La distribuzione sarà a due tubi, mandata e ritorno, che veicoleranno
rispettivamente acqua calda in funzionamento invernale e acqua refrigerata in funzionamento
estivo.
Saranno individuate le seguenti tipologie di terminali in funzione degli ambienti
serviti:
Camere per gli ospiti della struttura: la climatizzazione invernale verrà
garantita da un terminale radiante (radiatore) a garanzia del mantenimento della
porzione di impianto esistente pur trattandosi di ampliamento volumetrico, mentre
la climatizzazione estiva verrà garantita da un ventilconvettore di tipo canalizzato
che manderà e riprenderà l’aria attraverso griglie e plenum di mandata e di ripresa.
La termoregolazione della camera verrà gestita da un termostato che misurerà la
temperatura dell’aria e agirà su una valvola deviatrice a tre vie aprendola o chiudendola
in funzione della temperatura misurata e della temperatura desiderata ed impostata
come set-point. Il termostato inoltre provvederà ad azionare, previo comando centralizzato,
la valvola a tre vie deviatrice per la selezione stagionale (estate o inverno) del
terminale opportuno dell’impianto di climatizzazione. Gli apparati di termoregolazione
quali le valvola a tre vie sopra citate e gli apparati di distribuzione idrico sanitari,
nonché gli eventuali apparati di contabilizzazione, saranno contenuti all’interno
di una apposita cassetta in acciaio zincato verniciato incassata a parete;
Zone comuni: la climatizzazione invernale verrà garantita da terminale radiante
(radiatori) per le ragioni di cui sopra, mentre la climatizzazione estiva verrà
garantita da ventilconvettori di tipo canalizzato che manderanno e riprenderanno
l’aria attraverso griglie e plenum di mandata e di ripresa. La distribuzione del
fluido termo vettore ai terminali dell’impianto di climatizzazione avverrà mediante
collettori di zona, alloggiati in apposite cassette in acciaio zincato verniciato
incassate a parete. La termoregolazione verrà gestita da un termostato di zona che
misurerà la temperatura dell’aria e che comanderà due valvole deviatrici a tre vie.
Una valvola alimenterà o meno il gruppo collettori in funzione della temperatura
misurata e della temperatura desiderata ed impostata come set-point. La seconda
valvola deviatrice a tre vie selezionerà il collettore di distribuzione dei radiatori
o il collettore di distribuzione dei ventilconvettori a seconda della modalità di
funzionamento rispettivamente invernale o estiva. Gli apparati di termoregolazione
quali le valvola a tre vie sopra citate e gli apparati di distribuzione idrico sanitari,
nonché gli eventuali apparati di contabilizzazione, saranno contenuti all’interno
di una apposita cassetta in acciaio zincato verniciato incassata a parete;
Sala polivalente: la climatizzazione del locale sarà garantita da un impianto
a pannelli radianti a pavimento in grado di sopperire alle dispersioni invernali
e ai carichi termici sensibili estivi, coadiuvato da una centrale di trattamento
aria di tipo ad aria primaria destinata alla funzione di trattamento dell’aria di
rinnovo e di controllo dell’umidità dell’aria ambiente, con possibilità di effettuare
free-cooling. La termoregolazione sarà gestita da un termostato ambiente che misurerà
la temperatura dell’aria e agirà su una valvola deviatrice a tre vie aprendola o
chiudendola in funzione della temperatura misurata e della temperatura desiderata
ed impostata come set-point. La valvola a tre vie gestirà l’alimentazione del fluido
termo vettore al collettore di distribuzione dell’impianto a pannelli radianti a
pavimento. La termoregolazione della centrale di trattamento aria sarà gestita da
una centralina dedicata che azionerà le valvole a tre vie delle batterie in funzione
dei parametri di umidità e temperatura misurati mediante sonde sui canali di mandata
e di ripresa. La batteria principale della centrale di trattamento aria sarà opportunamente
dimensionata per il funzionamento estivo ed invernale;
Piscina: la piscina sarà climatizzata mediante una centrale di trattamento
aria di tipo a tutt’aria miscelata con la possibilità di effettuare free-cooling.
La centrale di trattamento aria sarà dotata di batterie adibite al solo funzionamento
invernale. In funzionamento estivo si provvederà ad effettuare una semplice ventilazione
dei locali al fine di abbattere, per quanto possibile, il carico latente dovuto
alla presenza di persone e, per la parte preponderante, dall’evaporazione dell’acqua
contenuta nella piscina. Tutti i componenti della distribuzione aeraulica saranno
realizzati in acciaio inossidabile AISI 316 per impedire la corrosione da parte
del cloro e di altri agenti chimici normalmente utilizzati nell’impianto di trattamento
acqua a servizio della piscina. La mandata sarà posizionata sopra la vasca, e sarà
realizzata con due canali circolari affiancati. La diffusione dell’aria avverrà
mediante diffusori lineari ad induzione posti nella parte inferiore dei canali,
coadiuvati da diffusori ad ugello ad alta induzione, dotati di maggior lancio rispetto
ai primi, in grado di lanciare l’aria fino agli infissi del locale, in modo da lambire
con l’aria dette superfici ed evitare così il fenomeno della condensa superficiale.
La ripresa verrà effettuata da griglie inserite sotto la seduta e dietro lo schienale
di una panca che verrà realizzata nel locale stesso.
La generazione di fluido termo vettore caldo verrà garantita mediante caldaie a
condensazione di tipo pensile, con ampia possibilità di modulazione, alimentate
a gas metano. Da un collettore di distribuzione Mandata/Ritorno a due uscite verranno
alimentati rispettivamente il circuito “riscaldamentoproduzione acqua calda sanitaria”
ed il circuito “riscaldamento piscina-post riscaldamento batterie centrali di trattamento
aria”.
Il primo circuito alimenterà o un accumulo termico in acciaio nero per acqua tecnica
per il riscaldamento, o eventualmente il serpentino superiore di un bollitore vetrificato
in acciaio zincato con doppio serpentino per la produzione di acqua calda sanitaria.
La selezione dei circuiti avverrà mediante una valvola deviatrice a tre vie comandata
dalla centralina generale con logica di priorità per la produzione di acqua calda
sanitaria. Dal primo accumulo termico partiranno le tubazioni di mandata e ritorno
per il circuito di riscaldamento. Entrambi gli accumuli saranno completi di serpentino
inferiore per il collegamento ad un circuito solare termico.
Il secondo circuito alimenterà il serpentino superiore di un accumulo termico in
acciaio nero a doppio serpentino dedicato al riscaldamento della piscina ed all’alimentazione
delle batterie di post riscaldamento delle centrali di trattamento aria. Il serpentino
inferiore sarà collegato al circuito di recupero calore del gruppo frigo. All’accumulo
termico verrà collegato un collettore di distribuzione a due uscite, per alimentare
il circuito di riscaldamento della piscina e per alimentare il circuito delle batterie
di post-riscaldamento delle centrali di trattamento aria. Il riscaldamento della
piscina verrà realizzato mediante uno scambiatore in acciaio speciale “acqua tecnica-acqua
di piscina”, sia in inverno sia in estate.
La generazione di acqua tecnica refrigerata sarà realizzata mediante gruppo frigo
di tipo idronico condensato ad aria, completo di circuito di recupero calore. Il
collegamento con l’impianto di climatizzazione sarà realizzato direttamente sulle
dorsali/colonne montanti a monte del circolatore. Tale collegamento sarà controllato
da due valvole a tre vie deviatrici (una sulla linea di mandata e una sulla linea
di ritorno) comandate dal sistema di regolazione centralizzato. Il circuito di recupero
sarà collegato, come già accennato, al serpentino inferiore dell’accumulo termico
dedicato al riscaldamento della piscina e all’alimentazione delle batterie di post
riscaldamento delle centrali di trattamento aria. Tutto il calore recuperato dal
gruppo frigo sarà impiegato per riscaldare o, quantomeno, preriscaldare l’acqua
a servizio della piscina e delle batterie di postriscaldamento delle centrali di
trattamento aria.
La produzione di acqua calda sanitaria nonché la produzione di acqua tecnica per
il riscaldamento saranno integrate da un circuito solare. Sulla copertura dell’edificio
saranno posizionati collettori solari di tipo sottovuoto a 18 o 21 tubi. Mediante
un circolatore dedicato l’acqua calda accumulata sui collettori fluirà nei serpentini
inferiori del bollitore sanitario e dell’accumulo di acqua per il riscaldamento
già citati in precedenza. La centralina solare gestirà una valvola deviatrice a
tre vie con la logica di priorità per la produzione di acqua calda sanitaria.
La regolazione ed il controllo delle caldaie, l’accensione e lo spegnimento dei
circolatori, la commutazione stagionale dell’impianto e ogni altro comando relativo
al funzionamento della centrale di generazione saranno gestiti da una centralina
generale allocata nel locale centrale termica.
3. Problematiche architettoniche e impiantistiche risolte tramite la progettazione
integrata
Vista della palestra con vasca per idroterapia. I canali di areazione sono dissimulati
nella seduta e nello schienale della panca in teak.
Canali di mandata e ripresa aria per la climatizzazione del locale anch’essi dissimulati
nelle boiserie sotto finestra.
Boiserie della sala sotto finestra contenenti elementi tecnici dell’impianto di climatizzazione
e librerie chiuse da ante.
Collettore dell’impianto a pavimento dissimulato nelle boiserie sotto finestra
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